Chi siamo

Il Laboratorio Mondi Multipli è nato nel 2012 con l'intento di tradurre e rendere disponibili agli studiosi italiani i migliori testi prodotti nell'ambito del cosiddetto ontological turn in antropologia. A seguito della crisi migratoria del Mediterraneo del 2015, e all'assenza, sul territorio genovese e ligure, di spazi strutturati di mediazione antropologica ed etnoclinica, il LabMM ha cominciato a essere contattato da operatori e professionisti che cercavano nuovi e più ampi strumenti di comprensione e intervento in situazioni di alterità culturale. Primo laboratorio dell'ateneo genovese a dotarsi, nel febbraio 2020, di uno statuto con regolamento privacy, oggi al Laboratorio afferiscono cinque persone. 

Stefania Consigliere (1969), coordinatrice scientifica del Laboratorio, è ricercatrice in antropologia (s.s.d. BIOS-03/B) presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova, dove insegna Antropologia e Antropologia dei sistemi di conoscenza e dove ha organizzato due edizioni del master di secondo livello in Etnomedicina ed etnopsichiatria. Le sue principali linee di ricerca scientifica s’incentrano sui processi di antropopoiesi, ovvero i modi in cui gli esseri umani sono prodotti dai – e a loro volta producono i – contesti materiali, biologici e culturali cui appartengono; sulle questioni epistemologiche, ontologiche ed etiche che si aprono quando il precetto di “prender gli altri sul serio” viene, a sua volta, preso sul serio; e sugli spazi di confine fra mondi umani e modi della conoscenza. È autrice di oltre 200 pubblicazioni, fra cui Antropo-logiche (Colibrì 2014), Strumenti di cattura (con Paolo Bartolini, Jaca Book 2019), Favole del reincanto (DeriveApprodi 2020) e Materialismo magico (DeriveApprodi 2023).

Cristina Zavaroni (1972) ha studiato antropologia culturale all’Università la Sapienza di Roma e all’Università di Torino, antropologia cognitiva e dell’educazione alla London School of Economics ed etnopsichiatria all’Università di Genova, dove ha ottenuto il dottorato di ricerca in "Psicologia, antropologia e scienze cognitive" con una tesi in etnopsichiatria. Dal 2004 svolge ricerca tra I Bakonzo del Rwenzori (Uganda), occupandosi degli effetti identitari della scolarizzazione primaria, di rituali di iniziazione, di pratiche di guarigione legate alla salute mentale e di pluralismo medico-terapeutico. Lavora per la Fondazione Mamre di Torino come responsabile della formazione e consulente in ambito etnopsichiatrico e opera come supervisore antropologico e come mediatrice etnoclinica.

Alessandro Pacco (1977) è psicoterapeuta ad indirizzo analitico-corporeo, psicologo etnoclinico e facilitatore di Respirazione Olotropica. Dal 2009 lavora, principalmente presso la Fondazione Mamre ETS, come psicologo etnoclinico all'interno di setting multipli e pluridisciplinari nella presa in carico diretta di pazienti provenienti da diversi paesi. Nel corso degli anni ha svolto consulenze, mediazioni etnocliniche e formazioni ad operatori di numerose istituzioni, servizi e associazioni, principalmente rivolti ad utenza straniera e/o migrante. È specializzato in supervisioni etnocliniche di equipe, in particolare nel contesto del sistema dell'accoglienza italiano. Il suo interesse teorico e operativo si colloca nelle molteplici intersezioni tra processi espansi di coscienza, patologia/fisiologia, dispositivi clinici e mondi culturali.

Marta Scaratti (1987), ha studiato filosofia all’Università di Firenze e conseguito il dottorato in “Psicologia, antropologia e scienze cognitive” all’università di Genova con una tesi in antropologia culturale. Dal 2015 al 2018 ha svolto ricerca sul campo in Marocco, indagando le intersezioni tra ritualità islamica e pre-islamica nelle pratiche di gestione del cordoglio, con particolare interesse per la pratica rituale femminile della lamentazione funebre. Ha lavorato nell’ambito dell’accoglienza migranti a Firenze e attualmente insegna storia e filosofia alle scuole superiori. Tra i suoi principali interessi di ricerca: i processi con cui i mondi culturali gestiscono i passaggi di soglia (morte e nascita); le dinamiche di contro-transfert culturale che agiscono negli spazi dove si incontrano alterità culturali; l’antropologia della famiglia e dell’infanzia.

Marco Leotta (1994) è dottorando in "Antropologia Culturale e Sociale" all'Università di Milano Bicocca e borsista presso la Fondazione Fratelli Confalonieri (Milano). Dal 2018 si reca regolarmente in Bénin dove conduce ricerche etnografiche sulle pratiche di cura e di culto nell'area centro-meridionale del Paese. Fra i suoi principali interessi di ricerca: pluralismo terapeutico e religioso, anche nei contesti migratori ed etnoclinici, relazioni interspecifiche.

 

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